I sogni recuperati di Nina. Il nuovo lavoro di Adelia Battista per la Libreria Dante & Descartes di Napoli

Le edizioni della Libreria Dante & Descartes di Napoli tornano a pubblicare una nuova opera letteraria a cura di Adelia Battista, dal titolo Nina. Vico Storto Concordia, 10.

Il testo si pone l’intento di recuperare la memoria storica e sociale che soggiace, abbandonata, nei nostri archivi. Infatti, quasi mai accade che qualcuno la restituisca al pubblico per farla rivivere.

Nina nasce proprio da questi sotterranei bui e impolverati. Un funzionario scopre che nei sotterranei del Reale Albergo dei Poveri giacciono centinaia di fascicoli sotto le macerie del terremoto del 23 novembre del 1980. È l’archivio del Tribunale di Napoli: I fascicoli racchiudevano i destini di tante creature e costituivano la testimonianza chiave delle loro esistenze. Nelle relazioni di magistrati, poliziotti, psicologi e assistenti sociali, affioravano, scritte a mano, storie di povertà e tristezze familiari, ma anche di solidarietà e di speranza.

Le archiviste, Rossana e Raffaella, si battono affinché questi documenti e queste storie, rimaste nascoste per anni, vengano finalmente fatte conoscere. Ed è qui che subentra Adelia Battista, riportando in vita, su carta, la storia di Nina, un’orfana napoletana dalla vita travagliata.

Siamo nei popolari vicoli napoletani, dove odori, brusii, esistenze, si mescolano e si sorreggono. Rosa, la nonna di Nina, riesce ad avere in affidamento le due nipoti. La donna è il simbolo del sacrificio e della dedizione famigliare, ma anche della lotta e del coraggio. Fa la lavandaia e il suo lavoro stabile le permette di avere sulle spalle il peso dell’intera famiglia. Rosa è anche l’incarnazione della semplicità e di una estrema carità.

I genitori di Nina, Carmela e Nicola, rappresentano l’amore sbagliato, tradito, violentato. La morte della madre Carmela segna la perdita e accentua, in Nina, il senso incolmabile della mancanza materna e della solitudine: Da quando Carmela non c’era più Nina aveva cantato poche volte. «Per cantare ci vuole il cuore contento», diceva e lei contento il cuore non l’aveva.

Nicola Bottone è un uomo di malaffare. Questo germe velenoso, di zoliana memoria, sembrerebbe condizionare anche le vite delle future figlie: «Nonna, ma i sogni da dove vengono?», chiese Nina un giorno con un tono nervoso nella voce. «Da ‘o cielo! Da dove se no?», rispose Rosa. La ragazza la guardò sbigottita. “E perché il cielo mi manda un sogno accussì brutto?”, meditò. Per fortuna così non è stato. Il presentimento, che nasconde la “vergognosa” paura della non amata, dell’orfana, viene cancellato dall’amore di Rosa, interrompendo il circolo vizioso del male ereditato.

Ciò che colpisce di questa storia recuperata è sicuramente la giustizia terrena, che sembra fare sempre il suo corso. L’affidamento inaspettato delle nipoti di Rosa e il carcere per le malefatte di Nicola Bottone fanno sperare in una società migliore.

La storia di Nina, recuperata dalla memoria degli archivi del Tribunale di Napoli, emerge con forza e delicatezza. La scrittura sussurrata di Adelia Battista fa entrare il lettore in una dimensione quasi onirica, seppur la trama sia impregnata di realismo napoletano.

Durante la lettura, iniziata e terminata in treno, durante il solito viaggio mattutino per recarmi a scuola, mi ha fatto rivivere le atmosfere di Napoli, con le sue infinite contraddizioni. Un libro sinestetico, delicato e “misericordioso”.

Adelia Battista, Nina. Vico Storto Concordia, 10, Libreria Dante & Descartes, 2021.

Le foto sono immagini di repertorio relative al Terremoto dell”80 che ha colpito duramente la Campania.

Un pensiero riguardo “I sogni recuperati di Nina. Il nuovo lavoro di Adelia Battista per la Libreria Dante & Descartes di Napoli

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  1. “La scrittura sussurrata di Adelia Battista fa entrare il lettore in una dimensione quasi onirica, seppur la trama sia impregnata di realismo napoletano.” Scrive bene, e trova la cifra giusta di Nina, Mariella Soldo questo doppio registro onirico (della Anna Maria Ortese) e realistico (di Domenico Rea) è il ponte gettato da Adelia Battista che finalmente unisce quello che sembrava destinato a rimanere diviso per sempre.

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